Dio Padre Benedicente di Lorenzo Ghiberti

La Saletta dei Crocifissi si arricchisce della copia del prezioso sportellino

Ultimo aggiornamento:07/06/2016 15:40:42

Commissionato dallo Spedalingo Jacopo di Piero e realizzato da Lorenzo Ghiberti nel 1450 il prezioso sportellino, in bronzo dorato, era originariamente collocato nella Chiesa di Sant'Egidio all'interno del tabernacolo del sacramento realizzato da Bernardo Rossellino.

Da tempo conservato presso l'amministrazione dell'Ospedale, nel ciborio si trova attualmente un calco, da oggi è finalmente visibile in copia all'interno del percorso museale di Santa Maria Nuova.

Realizzata dalla Fonderia Artistica Ciglia&Carrai sotto l'attenta supervisione della Dott.ssa Ludovica Nicolai, la copia, posizionata nella Saletta dei Crocifissi, riproduce fedelmente in fattezze e dimensioni l'originale in bronzo dorato.

Nonostante il nome dell'opera faccia pensare che la figura rappresentata sia Dio Padre, sono stati avanzati dei dubbi che invece si tratti del Cristo. La figura del Padre benedicente è perarltro già presente nel timpano del tabernacolo marmoreo, congiuntamente a quella della colomba rappresentante lo Spirito Santo, scolpita poco sotto. La presenza di Cristo nello sportellino del tabernacolo avrebbe pertanto una sua logica, in quanto fungerebbe da completamento alla raffigurazione della Trinità.

La ieraticità della figura e la foggia orientale delle vesti sono plausibilimente riconducibili alla presenza a Firenze di personaggi bizantini in occasione del Concilio del 1439. Stilisticamente si avvicina molto alla porta del Paradiso realizzata dallo stesso Ghiberti per il Battistero di Firenze, dove già compare il copricapo conico nella "Creazione di Adamo ed Eva".

L'iconografia scelta sembra dunque non essere nuova al Ghiberti, che l'aveva usata anche in un bottone di piviale commissionatogli da papa Martino V, ora andato perduto, ma ricordato da Ghiberti stesso nei Commentari.

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