La lebbra a Firenze

di Silvio Berti

Ultimo aggiornamento:06/07/2016 14:10:56

Attualmente la lebbra resta un problema aperto solo nei paesi in via di sviluppo (Africa ed Asia in primo luogo) relegandosi nel mondo industrializzato a problema marginale della situazione sanitaria. Eppure, ancor più della peste, la lebbra – in quanto malattia deturpante, ideale esemplificazione esteriore di una corruzione morale – continua a turbare l’immaginario collettivo, specie quello popolare.
Ripercorrere la storia istituzionale e sanitaria del lebbrosario che venne fondato nell’XI secolo in una Firenze dove il potere pubblico e il monopolio delle Arti stentavano ancora ad affermarsi, significa scrutare nei meandri meno indagati della storia assistenziale fiorentina. Perché la lebbra fu anche motivo di sopraffazione, emarginazione sociale di soggetti scomodi ma economicamente provvisti, tanto da divenire la gestione del lebbrosario motivo di veementi contese.
La ricerca di Silvio Berti porta alla luce la storia di una istituzione assistenziale strutturalmente insignificante, emarginata, finora storicamente sconosciuta o, quanto meno, male interpretata, ma non per questo meno importante dei più ‘celebrati’ ospedali della Firenze tardo medievale.

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