Le mignatte di Santa Maria Nuova

Conflitti accademici di metà Ottocento sulle sanguisughe

Ultimo aggiornamento:01/02/2017 16:58:39

L’uso delle mignatte o sanguisughe, in medicina, ha avuto origini antichissime risalenti ben all’antico Egitto (1587 – 1308 a.C). Utili per i salassi e a torto fautori di una sorta di asportazione selettiva del sangue “cattivo”, venivano utilizzate come panacea di tutti i mali soprattutto a metà dell’Ottocento, dopo che François J. V. Broussais, medico napoleonico, ne promosse l’uso negli ospedali francesi e Oltralpe.

Nel 1845, all’Arcispedale di Santa Maria Nuova, è documentata una diatriba fra due accademici, sulle modalità di ripurgo delle mignatte. La discussione riguardava le tecniche per far loro spurgare il sangue dopo l’uso, garantendone la sopravvivenza al fine del loro efficace riutilizzo su altri pazienti. Dalle lettere del professor Andrea Cozzi (1796-1856), direttore del laboratorio chimico-farmaceutico ospedaliero, si prende conoscenza della sua controversa tecnica di ripurgo, contestata da altro eminente scienziato del tempo, tal Luigi Calamai (1796-1851), famosissimo artista del laboratorio di ceroplastica della Specola di Firenze. È grazie a tali documenti che ne possiamo contare ben 60.815 in uso alla Farmacia di Santa Maria Nuova e in particolare al Cozzi che ne eseguiva il ripurgo secondo un procedimento segreto.

Il commissario Bargagli, direttore ospedaliero, preso atto però delle critiche circa l’efficacia delle mignatte di ripurgo del Cozzi affidò al prof. Calamai un esperimento, altrettanto segreto, per dimostrare che un’altra procedura potesse migliorare la sopravvivenza degli animali e, quindi, garantire un notevole risparmio per le casse del nosocomio. L’esperimento del professor Calamai fu svolto nella primavera del 1845 nella sua casa, in un locale adattato allo scopo su una quantità di mignatte non minore di 4 o 5.000, con l’assistenza di un suo uomo fidato e con l’autorizzazione al controllo in loco garantita esclusivamente al Commissario e al Soprintendente dell’Arcispedale.
Proprio dal Soprintendente sappiamo poi che la partita fu vinta dal Calamai. Con una nota il Betti informava così il Bargagli: credo bene farla avvertire come i resultati che si vanno ottenendo da quattro giorni a questa parte sieno pienamente felici e tali da non potersene sperare dei migliori.

Finalmente si era riusciti a far sopravvivere le sanguisughe e a poterle così riusare più e più volte.

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