Specchi di carta - Percorsi di lettura in tema di Medicina Narrativa

a cura di Donatella Lippi

Ultimo aggiornamento:09/07/2016 13:33:29

Malato, Medico, Malattia. I tre vertici del triangolo che Ippocrate fissò nella sua struttura di base nel V secolo a.C. rappresentano, ancora oggi, un nesso inscindibile e una sfida: è cambiato il contesto, sono mutati gli attori ed è cambiata la concezione della malattia, ma, all’interno della nuova relazione clinica, si vivono gli stessi drammi e le stesse aspettative, si pongono le stesse domande profonde. Nel quadro delle strategie con cui aprire il mondo del malato agli occhi del medico, per consolidare un’antica alleanza terapeutica, la memoria e l’autobiografia offrono la possibilità di ricondurci al senso del vissuto, chiedendo un’attenzione operosa e partecipata. È una nuova forma di ascolto attivo, che sostanzia di dignità la voce del malato e la trasforma in risorsa. Tale metodo è centrato sul malato, la persona è protagonista e la parola, scritta e narrata, costituisce il legame tangibile con un mondo, le cui certezze spesso necessitano di essere confermate. Per potenziare questo approccio e, di conseguenza, umanizzare la formazione del medico, spesso impostata in senso forse eccessivamente meccanicistico-tecnologico, è stato da più parti prospettato che nel curriculum formativo fossero inseriti anche momenti di riflessione diversi, tra cui l’analisi di opere letterarie, con significativi riferimenti a problemi di medicina, di malati e di malattie.
Questo volume propone una antologia di brani di autori italiani e stranieri, contemporanei e non: da Proust alle novelle di Pirandello, dall’ironia di J. K. Jerome alla cupa drammaticità di Céline, si dà voce all’esperienza umana della malattia, ma anche alla fiducia nella scienza, alla fede nella professione, al diverso percepire se stessi nel momento del dolore e nel processo di cura. In questo modo viene offerta al docente, al medico, allo studente, ma anche al generico lettore, una scelta di passi su cui riflettere, per imparare a ricollocare e comprendere le persone nel proprio specifico contesto e mettere a fuoco, oltre alle necessità del malato, nella sua interezza, anche nuove strategie di intervento.

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